Choose no life
Ho sempre raccontato a tutti che il lavoro del sysadmin è il più bello del mondo. L’ho sempre detto sognando macchine potenti e case in california. Il sysadmin fa una vita di merda. Raramente ha potere decisionale (ma può sempre godere nel fare notare che “io l’avevo detto che X si faceva Y”), ma è sempre il capro espiatorio della situazione.
Se qualcosa non funziona, la colpa E’ del sysadmin, all’occhio della stolta plebaglia. Anche oggi E’ colpa mia.
Tre annetti fa, lavorando per un mio “cliente” istituzionale, ho creato una fantasmagorica Active Directory che serve un’ottantina di PC e più di mille utenti. Ovviamente, da scrupoloso quale sono, ho previsto una coppia di Domain Controller con DFS, cazzi e mazzi. Terminato il lavoro (“un altro lavoro ben fatto”), mi disinteresso della cosa (visto che della “manutenzione” non me ne occupo).
Fast forward ad oggi.
Il cliente mi manda un’email (cito testualmente)
“Simone quì è un gran lago di sangue, non tutti riescono ad avere accesso
al dominio CENSORED, o per alcuni non è disponibile, le stampanti non
vanno, e purtroppo molti cagnacci mordono“.
Ovviamente, perchè è cosa normale che succeda, un server è morto. Inizio a grattarmi la chiappa sinistra ed a chiedermi perchè il secondo DC non abbia fatto il lavoro per cui lo paghiamo. La risposta è disarmantemente ovvia: “Perchè l’abbiamo staccato. A che servivano due server?“. Forse ad evitare che voi mi mandiate delle email di questo tipo? E a farvi lavorare più tranquilli?
“E adesso?”
E adesso siete nella merda fino alle orecchie, gringos. Se faccio due server che cazzo vi viene in mente di tenerne uno spento?
“Adesso creiamo un nuovo DC e preghiamo che, nonostante tutto, riesca a Joinare l’AD”
Sto installando Windows2003 sulla macchina che, un tempo, era un felice Domain Controller. E a cui (scusate se l’ho omesso prima), erano stati sciacallati gli HDD.
Io amo questo lavoro. Io amo questo lavoro. Io amo questo lavoro.
Ok, questa dose di autoconvincimento durerà ancora almeno 2-3 giorni.
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