Storie di ordinaria follia.
Ring Ring
Io: “Si?”
Lui: “XXXXXXX?”
Io: “No guardi, XXXXXXX è in ferie, io sono Ruffilli, se è una emergenza posso tentare di intervenire, ma non mi occupo di assistenza normalmente.”
Lui: “Eh, direi proprio di si!”
Io: “… dica.”
Lui: “Guardi sono qua a cesena, mi hanno dato uno di quei computer piccoli…”
Io: “Piccoli? Un portatile?”
Lui: “Ecco si, un portatile!”
Io: “Ok”
Lui: “E’ andato bene per 2 o 3 ore, ma poi sono iniziati a comparire dei messaggi strani”
Io: “Me li può leggere?”
Lui: “Ah guardi credo sia una cosa seria, però ho chiuso i messaggi. Comunque diceva qualcosa come batteria in esaurimento il computer si spegnerà o qualcosa del genere”
Io: “Ah.” (attacco il vivavoce per il pubblico ludibrio)
Lui: “Cosa devo fare, è rotto?”
Io: “Mah non so. Che sia la batteria”
Lui: “La batteria!!?!?!?”
Io: “Si, magari è scarica”.
Lui: (5-6 secondi di silenzio) “La batteria scarica? E io cosa devo fare?”
Io: “Caricarla!”
Lui: (10 secondi di silenzio) “Ehhh sa, io non sono mica un espertone… so a malapena usare eccel”
Io: “Provi ad usare l’alimentatore”
Lui: “Io qua ho solo un mauz e una scatola nera con dei fili”
Io: “La scatola nera con dei fili.”
Lui: “Come si usa?”
Io: “Bisogna attaccarla alla corrente!”
Lui: “(10 secondi di silenzio) Fatto! Grazie.”.
Io: “Saluti!”
Click.
.
.
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Ring Ring
Io: “Si?”
Lui: “Non me l’aveva mica detto che dovevo attaccarla anche al computer, per fortuna qui c’era uno più esperto di me”
Io: “(5 secondi di silenzio) Eh, si, per fortuna. Mi sono proprio dimenticato di dirglielo.”
Lui: “Ah non si preoccupi, lei è giovane, a imparare fa sempre in tempo”
Io: “eheh, saluti”
Click.
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