Determinismo

ottobre 3, 2008

«Dobbiamo dunque considerare lo stato presente dell’universo come effetto del suo stato anteriore e come causa del suo stato futuro. Un’intelligenza che, per un dato istante, conoscesse tutte le forza da cui la natura è animata e la situazione rispettiva degli esseri che la compongono, se fosse abbastanza vasta da sottoporre questi dati ad analisi abbraccerebbe nella stessa formula i moti dei corpi più grandi dell’ universo e quelli dell’atomo più leggero: per essa non ci sarebbe nulla d’incerto, ed il futuro come il passato sarebbe presente ai suoi occhi » (Laplace)

Anni di università e lavoro, di programmazione, networking e sistemistica, non hanno fatto altro che solidificare in me una convinzione che ho sempre avuto: quanto accade in un dispositivo elettronico, ed in un PC in particolare, quando viene utilizzato, è solo apparentemente deterministico. Quanto è successo ieri è solo una ulteriore prova.

Un amico aggiorna il PC e si ritrova (mi ritrovo a casa sua) a doverlo formattare. La macchina sulla carta è valida: Intel CD2 2.53, 4GB di Ram e quant’altro. Dopo una lenta installazione di windows e il canonico “giro di driver”, il verdetto:

Io: “amico mio, questo computer è lento”
Lui: “!$£#@”

Fast forward a 4 ore, una formattazione, un aggiornamento BIOS e tante lacrime dopo: capita che gli hard disk SATA, in particolare Maxtor, non facciano amicizia al primo colpo con alcuni chipset montati su alcune schede madri, in particolare Asus. Il tutto si manifesta con una velocità di scrittura imbarazzante (3MB/sec) ed una generale lentezza del sistema. La soluzione? Collegare l’HDD ad una porta SATA differente.

Laplace chi?

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