Io? Io faccio il batterista.

febbraio 12, 2009

Ci ho messo parecchio tempo a capire il motivo per cui, guardando un concerto, mi fisso sempre sul batterista. Movimenti rapidi, la musica fatta con tutto il corpo, con passione.

Qualche sera fa ho realizzato lucidamente il motivo della mia ammirazione. Io faccio il batterista.

Il batterista non è un frontman: pochi di voi sapranno citarmi il nome di un virtuoso dei piatti. Ma lui c’è, sempre, lì dietro, ad assicurarsi che tutti tengano il tempo, ad inseguire quella chitarra troppo veloce. A sottolineare il ritornello solenne per poi farsi impalpabile o addirittura silenzioso in quell’assolo acustico romantico. La gloria è poca: un batterista bravo ha fatto il suo dovere, uno meno dotato o che non sa rimediare agli errori del cantante rovina irrecuperabilmente una canzone.

A volte, perchè non può fare troppo altro per farsi notare, lancia in aria le bacchette per riafferrarle al volo e dopo averle fatte roteare tra le dita come un abile giocoliere le picchia sul crash per chiudere un brano. Ma gli applausi sono per Bono, per Slash.

Il batterista, che sa di essere fondamentale per il gruppo (e la consapevolezza è reciproca), spesso si confida con il bassista, con il quale condivide la scarsa considerazione del pubblico. Il bassista, come fosse chissà quale segreto, a volte confessa sottovoce di aver smesso di suonare prima del ritornello, tanto per capire se qualcuno, da qualche parte, potesse accorgersene. Lui alzando spalle e bacchette in tono di rassegnazione, lo sostiene nella sua battaglia.
Ma dentro sorride.

Sorride perchè sa di non poterlo fare, sorride, forse anche con un po’ di amarezza, perchè sa di non volerlo fare. E’ nato così, con la musica dentro. Quella musica che fa con tutto il corpo, sfregando le polsiere sulla fronte per asciugarsi, lottando ad ogni canzone per non fare sfigurare quel signore, ormai anziano, che canta “…va bene così…” di fronte a ottantamila persone. Che poi non gli piace neanche la sua musica, ma lo spartito per batteria è fantastico. A lui piace così, e non vorrebbe mai suonare nessun altro strumento.

Io? Io faccio l’informatico.

19 Responses to “Io? Io faccio il batterista.”

  1. bach non usava la batteria.

  2. Se non ricordo male, nemmeno la chitarra.

  3. smettila, ti fa male

  4. >> pochi di voi sapranno citarmi il nome di un virtuoso dei piatti.
    Ratatouille

  5. Sei un genio.

  6. ricordi male anore :)

  7. stavolta ti commento seriamente, senza battutine.
    basso e batteria sono i collanti di un gruppo, ma sono anche strumenti se vogliamo meno “nobili” perchè non sono capaci (o semplicemente non sono comunemente usati) per delle costruzioni melodiche proprie.
    quindi è normale che chi ascolti la musica tanto per fare si ricordi di bono e non del suo batterista. ma è altrettanto normale, guardando una casa, che le prime cose che noti siano la facciata, lo stile, le rifiniture. se però un ingegnere visita la stessa casa, lui guarderà anche le fondamenta. non a caso, io, roger taylor me lo ricordo molto bene :)
    ma è un difetto connaturato al nostro modello mnemonico, quello che ci resta impresso di un qualsiasi brano musicale sono melodia e parole. e lo sapevano benissimo anche i bardi e i cantòri, a partire da omero fino al rinascimento, che su queste basi musicali hanno messo insieme le basi della cultura moderna, musicale e non. quindi, alla fine, non mi sento nemmeno troppo di condannare il fenomeno come massificazione bambinetto-con-le-mani-sporche-di-nutella-style. è semplicemente normale. e per superare la normalità in questo caso, serve una grande passione, o una grande cultura musicale.
    tivibbì.
    p.s. non censurare roland pd, specialmente quando dice il vero.

  8. L'intero post è una metafora Giso. Ma grazie comunque.
    :P

  9. bach non usava la batteria.

  10. Se non ricordo male, nemmeno la chitarra.

  11. smettila, ti fa male

  12. >>Ci ho messo parecchio tempo a capire il motivo per cui, guardando un concerto, mi fisso sempre sul batterista.
    Perchè sei gay.

    >> pochi di voi sapranno citarmi il nome di un virtuoso dei piatti.
    Christian Meyer

  13. >> pochi di voi sapranno citarmi il nome di un virtuoso dei piatti.
    Ratatouille

  14. Sei un genio.

  15. ricordi male anore :)

  16. stavolta ti commento seriamente, senza battutine.
    basso e batteria sono i collanti di un gruppo, ma sono anche strumenti se vogliamo meno “nobili” perchè non sono capaci (o semplicemente non sono comunemente usati) per delle costruzioni melodiche proprie.
    quindi è normale che chi ascolti la musica tanto per fare si ricordi di bono e non del suo batterista. ma è altrettanto normale, guardando una casa, che le prime cose che noti siano la facciata, lo stile, le rifiniture. se però un ingegnere visita la stessa casa, lui guarderà anche le fondamenta. non a caso, io, roger taylor me lo ricordo molto bene :)
    ma è un difetto connaturato al nostro modello mnemonico, quello che ci resta impresso di un qualsiasi brano musicale sono melodia e parole. e lo sapevano benissimo anche i bardi e i cantòri, a partire da omero fino al rinascimento, che su queste basi musicali hanno messo insieme le basi della cultura moderna, musicale e non. quindi, alla fine, non mi sento nemmeno troppo di condannare il fenomeno come massificazione bambinetto-con-le-mani-sporche-di-nutella-style. è semplicemente normale. e per superare la normalità in questo caso, serve una grande passione, o una grande cultura musicale.
    tivibbì.
    p.s. non censurare roland pd, specialmente quando dice il vero.

  17. L'intero post è una metafora Giso. Ma grazie comunque.
    :P

  18. l'importante è che lo sappiano i chitarristi, senza far finta di dimenticarlo, troppo spesso e magari troppo in fretta.

    Saluti

  19. l'importante è che lo sappiano i chitarristi, senza far finta di dimenticarlo, troppo spesso e magari troppo in fretta.

    Saluti

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