Digital Divide

settembre 5, 2009

Digital divideA sei mesi dall’inizio di questa storia, credo di poter dire di avere avuto una pazienza non comune. Passati 180 giorni, una decina di inutili appuntamenti con i tecnici di Icot s.r.l. di Forlì, dopo avere speso 32 ore di permessi per seguire lavori che –le rare volte in cui vengono iniziati- non son mai finiti, dopo ore di telefonate, un paio raccomandate e tanti fax di protesta, posso dire di avere un limite di sopportazione piuttosto alto.

Adesso vorrei condividere con “i miei venticinque lettori” uno stralcio della raccomandata (link a fondo post) inviata a Telecom Italia come protesta formale.

A cinque mesi dalla prima richiesta di attivazione di una linea ADSL, in un comune capillarmente coperto dal servizio e per un palazzo di recentissima costruzione composto di sei unità abitative, situato in posizione adiacente al box Telecom e per il quale, oltretutto, da due anni esiste una pratica pendente di sostituzione di un’infrastruttura provvisoria, mi ritrovo nella situazione di avere perso 32 ore lavorative suddivise tra 8 giornate, durante 3 delle quali non si è presentato alcun tecnico, nonostante la vostra conferma, e con la prospettiva di dovere attendere un altro mese nella speranza che, il 21 settembre, sia finalmente concluso il lavoro, ed io possa iniziare ad usufruire del vostro servizio.

I mesi, nel frattempo, son diventati sei. Ed io continuo a parlare con i tecnici di Icot che danno la colpa a Telecom, e con gli operatori di Telecom che sostengono la colpevolezza di Icot. Ed a visitare casa dei miei genitori per riuscire a strappare qualche quarto d’ora di connettività.

La lettera di reclamo

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