Digital Divide
A sei mesi dall’inizio di questa storia, credo di poter dire di avere avuto una pazienza non comune. Passati 180 giorni, una decina di inutili appuntamenti con i tecnici di Icot s.r.l. di Forlì, dopo avere speso 32 ore di permessi per seguire lavori che –le rare volte in cui vengono iniziati- non son mai finiti, dopo ore di telefonate, un paio raccomandate e tanti fax di protesta, posso dire di avere un limite di sopportazione piuttosto alto.
Adesso vorrei condividere con “i miei venticinque lettori” uno stralcio della raccomandata (link a fondo post) inviata a Telecom Italia come protesta formale.
A cinque mesi dalla prima richiesta di attivazione di una linea ADSL, in un comune capillarmente coperto dal servizio e per un palazzo di recentissima costruzione composto di sei unità abitative, situato in posizione adiacente al box Telecom e per il quale, oltretutto, da due anni esiste una pratica pendente di sostituzione di un’infrastruttura provvisoria, mi ritrovo nella situazione di avere perso 32 ore lavorative suddivise tra 8 giornate, durante 3 delle quali non si è presentato alcun tecnico, nonostante la vostra conferma, e con la prospettiva di dovere attendere un altro mese nella speranza che, il 21 settembre, sia finalmente concluso il lavoro, ed io possa iniziare ad usufruire del vostro servizio.
I mesi, nel frattempo, son diventati sei. Ed io continuo a parlare con i tecnici di Icot che danno la colpa a Telecom, e con gli operatori di Telecom che sostengono la colpevolezza di Icot. Ed a visitare casa dei miei genitori per riuscire a strappare qualche quarto d’ora di connettività.
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