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Archivio per la categoria ‘Apple’

Android Tablet: esplorazioni preliminari

2 febbraio 2010 Simone 1 commento

gPad?

Come voleva la mia (facile) previsione, Google ha mosso le sue pedine.

Sul sito di ChromiumOS è comparsa una pagina contenente qualche concept screen di quella che potrebbe essere la risposta di Google ad iPad, presentato da Apple appena una settimana fa.

Nulla di nuovo, e soprattutto nulla di concreto. Solamente un messaggio, lanciato in sordina, per ricordare a tutti che sul campo da gioco dei tablet ci saranno almeno due squadre.

Chromium OS tablet concept, su Youtube.

iPad: opinioni non richieste

1 febbraio 2010 Simone Nessun commento

Pretty cool huh?

Dal giorno della sua presentazione, quando Santo Steve ci ha finalmente portato la luce sottoforma di tablet, la rete si è divisa tra coloro che stroncano iPad senza possibilità di appello, ed i fan-boy che, pur riconoscendone i limiti, sospirano ammirati in attesa della messa sul mercato.

Io sono entusiasta.

Progettatemi un tablet entro domani!

La divisione marketing di Apple si è rivelata, ancora una volta, di una efficienza rigorosa: l’aspettativa intorno a questo tablet misterioso che -si sussurrava- sarebbe stato presentato a fine Gennaio, era tale da indurre i fan-boy ad orgasmi spontanei e la concorrenza ad una disordinata corsa ai ripari. Il 6 Gennaio 2010 Microsoft, in occasione del CES, presenta un “tablet” ancora senza nome prodotto da HP.

Steve -Fester- Ballmer e l'HP coso

“Guardate, ci gira sopra Windows 7″ – gridava fiero e sudato un imbarazzante Steve Ballmer dal palco. Sottolineava orgoglioso la principale debolezza della creatura HP/Ms.

Flashback

Da quando Microsoft Apple Xerox concepì l’interfaccia grafica come metafora di una scrivania sopra la quale vi sono appoggiati documenti, fruibile con una tastiera ed un mouse, il paradigma di utilizzo dei personal computer non è cambiato di una virgola. Tale sistema funzionava felicemente con la workstation grafica, con il nostro primo PC sul quale giocavamo a “Monkey Island” e persino sui PC portatili, nonostante qualche problema nel replicare l’esperienza del mouse.

Mano a mano che la tecnologia permetteva la creazione di dispositivi sempre più piccoli ed orientati ad un utilizzo in movimento, emergevano tuttavia gli evidenti limiti di questo più che maggiorenne paradigma di utilizzo. L’introduzione dei netbook, quegli ibridi con la forma di un laptop, le dimensioni di una calcolatrice e la potenza di un Grillo parlante Clementoni, ha poi consolidato l’esigenza di una interfaccia uomo-macchina completamente diversa da quella alla quale ci eravamo abituati, perlomeno in scenari di utilizzo in mobilità.

Safari su iPhone

Nello stesso anno in cui ASUS introdusse l’eeePc, era il 2007, aveva già fatto capolino il game-changer: iPhone, il telefono cellulare di Apple. Un oggetto dalla carica innovativa devastante, con una interfaccia touchscreen studiata per essere utilizzata con profitto senza l’ausilio di stylus, tasti direzionali o alchimie varie. Per ingrandire una fotografia è sufficiente “stirarla” con la punta delle dita, per eliminare un sms basta spizzicarlo fuori dallo schermo.

Questo aggeggino portava un’altra novità sui dispositivi di telefonia mobile: un browser vero. Safari per iPhone è capace di renderizzare perfettamente qualsiasi pagina web, esattamente come il vostro browser preferito (a patto che non si tratti di IE).

Apple aveva capito alcuni concetti fondamentali:

  • l’interazione con un dispositivo touchscreen deve essere il più semplice e naturale possibile, libera dalle tare imposte sui PC;
  • Software as a Service” è un termine che ha cessato di essere buzz-word oramai da un lustro: la gran parte del tempo speso al computer è (o potrebbe essere) speso all’interno di un browser. Un dispositivo mobile doveva garantire una esperienza web paragonabile a quella a cui si è abituati su un computer tradizionale.

La concorrenza dei dispositivi Symbian, Windows Mobile e Blackberry era stata sbaragliata già in partenza, almeno tecnologicamente.

“Enter Android” Say your prayers little one don’t forget my son to include everyone

Buh!

Il mercato della telefonia mobile era diventato improvvisamente interessante ed enormemente redditizio per i produttori di hardware e di software, grazie all’enorme successo di vendite dell’ultimo nato Apple. iPhone non era solamente un nuovo prodotto, ma soprattutto un nuovo modo di concepire Internet in mobilità, una nuova piattaforma per la fruizione di contenuti digitali.

Una piattaforma attraverso la quale vendere pubblicità.

Google, che già nel 2005 con l’acquisizione di Android inc., aveva individuato il mobile web come terreno fertile per l’advertising (che, ricordo ai più sprovveduti, è il core business della grande G), cominciò a piazzare le proprie pedine rilasciando il 12/11/2007 la prima beta dell’SDK di Android, un sistema operativo opensource per smartphone ed handheld, ispirato dagli stessi principi di usabilità e di “Internet centricità” che avevano mosso Apple. Una mossa dettata dall’esigenza di non creare un mercato pubblicitario sul web polarizzato da un unico player.

Da allora, Android è finito su laptop, lettori multimediali, e, ovviamente, telefoni cellulari, inseguendo (senza averlo ancora raggiunto?) il primato tecnologico di Apple.

Back to our days

iPhone mega?

E insomma, arriva il 27 Gennaio 2010, Steve calca il palco dello “Yerba Buena Center for the Arts” di San Francisco, e introduce al mondo “la cosa più importante che abbia mai prodotto”: un dispositivo che altro non è che un iPhone gigante. Che però non telefona.

Grida, di scherno per i detrattori e di dolore per chi sperava venisse consegnato loro il device definitivo, echeggiavano per tutta la rete, incredula di fronte ad un oggetto già visto, analizzato ed assimilato. Tutta l’aspettativa generata era stata sbriciolata in un istante da un dispositivo che pareva nato vecchio; nemmeno il “Reality distortion field” di Jobs aveva potuto nulla.

D’accordo, iPad ha delle lacune. Non ha una webcam frontale (ma si sussurra l’avrà presto), non supporta il multitasking, non ha lo schermo adatto all’utilizzo come eBook reader (la durata della batteria del Kindle si esprime in settimane, non ore), e soprattutto è il solito Walled garden infestato di DRM che le major tentano di proporci da almeno dieci anni. Ma è l’oggetto che getta le basi per un nuovo modo di concepire il mobile computing. Che aggredirà (devastandolo) il mercato dei netbook, fornendo finalmente la via di mezzo tra laptop e smartphone, a partire da 499$ (in Euro? 499, probabilmente).

Un oggetto che crea un nuovo mercato.

Quasi mille parole per arrivare a distillare il pensiero che mi ronza in testa da qualche giorno: iPad farà bene soprattutto a Google ed al suo Android: Apple ha legittimato un mercato che fino al giorno prima poteva dirsi inesistente, ma non sarà l’unica a beneficiarne.

Android è una piattaforma tecnologicamente alla pari di quella di casa Apple, con in più il vantaggio di essere free, “as in beer” (gratuita per i produttori di hardware) ed “as in speech” (i suoi sorgenti sono liberamente disponibili): fattori che hanno attirato player di prima importanza del settore della telefonia e non solo (HTC, Samsung, Dell, Siemens, Philips, Motorola, Huawei, Acer, Asus, Garming e tanti altri), che non esiteranno ad entrare a piedi uniti nel nascente mercato dei tablet. Qualcuno, come MSI, ha già annunciato un prodotto.

Una sana concorrenza “interna” tra produttori di device basati su Android penserà a colmare le lacune di iPad che ho evidenziato sopra.

Per concludere, cito il buon Eio: una delusione, tempo sei mesi ce l’avremo tutti.
Che sia iPad o Android, aggiungo io.

Poi uno dice il karma

5 settembre 2009 Simone Nessun commento

karmaDopo il post relativo a Telecom, stavo per scrivere un altro post piuttosto polemico su H3G, che ha lasciato per tutta l’estate i 3Store senza iPhone e senza informazioni sulle date di consegna. Stavo per scrivere che ho ordinato il telefono da ormai due mesi, e che ho ormai maturato un rapporto di amicizia con la simpatica ragazza del mio 3Store, che vado a visitare ormai giornalmente a caccia di buone notizie che lei, impotente, non può darmi.

Stavo insomma per versare un pochino di bile su questo spazio, per evitare che tracimi dal mio corpo, quando mi chiama la ragazza dello store 3 e mi dice che il telefono è in consegna per mercoledì.

Poi uno dice il karma.

Primi al mondo!

15 luglio 2008 Simone Nessun commento

Abbiamo guadagnato un primato fantastico: l’Italia, con Vodafone, è ufficialmente la nazione in cui 2 anni di contratto con iPhone 3g costano più al mondo (si parla della cifra minima spendibile).

Complimenti a tutti quanti hanno fortemente voluto questa vittoria. Io resto della mia idea.

update: (cliente in un negozio Vodafone per una prenotazione)

“Specifico che voglio la tariffa con abbonamento, loro mettono le mani avanti: “Noi le tariffe nemmeno le abbiamo, ci hanno detto di basarci su queste”, e mi mostrano la copia di un’email di Tim”

via blog.panorama.it, cbc.ca

iPod Touch 2.0: update gratis

14 luglio 2008 Simone Nessun commento

Nel file che iTunes previdentemente controlla ad ogni avvio a caccia di aggiornamenti, è possibile leggere un URL che contiene in bella mostra l’indirizzo del firmware 2.0 per iPod Touch. (Vi do un indizio: cercate 2.0_5A347, che è l’ultima revisione ad oggi).

Si, quello a 9.95$-7.99€.

Orbene, l’ho scaricato e copiato in %APPDATA%\Apple Computer\iTunes\iPod Software Updates

E ora ho un iPod Touch aggiornato all’ultimissima versione.

Grazie Apple, mi pareva strano che un aggiornamento firmware fosse a pagamento.

Update: qualcuno a Cupertino si è svegliato dal letargo ed il link è stato prontamente sostituito con la versione 1.1.5, mentre la 2.0 figura come protected.

iPhone 3g: tariffe a confronto (davvero!)

9 luglio 2008 Simone 3 commenti

Nota bene: Questo articolo è obsoleto, e punta ad una pagina non più esistente.

Ho appena pubblicato un articolo con una tabella (e relativo foglio excel) che compara le tariffe di TIM e Vodafone relative all’iPhone 3G, relazionandole con la tariffa Zero7 di 3 che tanto elogio (ahimè gratuitamente) in questi ultimi tempi, che include uno smartphone di ultima generazione in comodato.

http://simone.ruffilli.it/index.php/iphone-ma-quanto-mi-costi/

Si tratta di tariffe impensabili per un pubblico informato e consapevole: i costi della tariffa base di TIM, lo specchietto per le allodole, calcolando un utilizzo di 15 minuti di conversazione ripartiti in 4 chiamate e 5 sms al giorno, superano i 4000€ nell’arco dei due anni. Il prezzo dell’XMax 250 che vorrei comprare finita l’estate. Che diventano quasi 7000€ con una stima di utilizzo medio-alta di 30 minuti al giorno (che sono comunque quisquilie per chi con il telefono ci lavora).

Lo strumento che ho realizzato può esservi d’aiuto per scegliere la tariffa più economica ritagliata intorno alle vostre necessità.

Provate a compilare i campi in arancione nella tabella proposta nell’articolo linkato sopra, fate le vostre considerazioni e ditemi cosa ne pensate. Sono molto curioso. Da parte mia credo che comprerò l’iPhone senza abbonamento, per poi metterci una bella scheda 3.

iPhone in abbonamento? No grazie.

8 luglio 2008 Simone 1 commento

Temevo sarebbe finita così. Mai come al momento dell’annuncio di iPhone gli operatori di telefonia mobile hanno avuto l’occasione di ripensare il proprio modello di business e traghettare sé stessi ed il mercato verso il 21esimo secolo. Capire che la fetta di mercato rappresentata da chi vuole essere always-on è sempre più grande, e che Internet non è il nemico che spazzerà via la telefonia.

Peccato, un’altra occasione persa. Le tariffe in abbonamento di iPhone sono mostruose. Ispirato dall’attenta analisi di Suzukimaruti ho deciso di fare due conti, applicando alle tariffe proposte ufficialmente o ufficiosamente da Tim e Vodafone il mio modello di utilizzo, per fare un confronto con le mie spese attuali (Piano Zero7 di 3 acquistato con un Nokia E65).

I risultati sono imbarazzanti. (Link a Google DocsFoglio Excel)

Aspettiamo che H3g dica la sua a Settembre prima della bocciatura definitiva. Visto il recente annuncio dell’intenzione di Tim e Vodafone di vendere il terminale abbinato ad una prepagata non sim-locked, tanto vale acquistarlo direttamente…

iPhone e Vodafone: un'(altra) buona occasione sprecata

4 luglio 2008 Simone 6 commenti

Sono ufficiali le ufficiose tariffe di Vodafone.

LINK

Un click e passa la paura. Tempo permettendo cercherò di fare uno specchietto riassuntivo con le offerte dei vari operatori mondiali, tanto per vedere a che posizione siamo in classifica.

Temo che il mio Zero7 di 3 avrà ancora vita lunga…

iPhone e TIM: una buona occasione sprecata

1 luglio 2008 Simone Nessun commento

Una buona occasione per rivoluzionare il mercato dei piani dati, per spingere un servizio che permetta davvero di essere sempre connessi alla rete.

Attendo le tariffe ufficiali di Vodafone prima di scrivere un delirante post sull’arretratezza del Belpaese e l’ottusità di chi lo gestisce.

via MelaMorsicata

update: vuoi vedere che lo compro negli usa

iPhone 3G: anche Tim annuncia i prezzi

19 giugno 2008 Simone 3 commenti

In leggero ritardo rispetto a Vodafone, anche Tim annuncia il prezzo dell’iPhone 3G acquistato con un piano prepagato (la classica ricaricabile) e, come era prevedibile, la cifra coincide esattamente con l’offerta del concorrente.

Un cartello assolutamente prevedibile, dettato principalmente da un fenomeno che era stato rilegato finora solamente ad una nicchia di feticisti del gadget tecnologico.

Per la prima volta il mercato di massa non sceglierà un operatore in base alla tariffa più congeniale al singolo, andando poi, eventualmente, a scegliere il telefono che l’operatore telefonico proponeva insieme al piano selezionato.

Chi compra un iPhone lo fa consapevolmente, focalizzando la propria attenzione sul prodotto in sè prima che sulla tariffa telefonica. Tim e Vodafone lo sanno benissimo: per questo hanno proposto prezzi fotocopia per il telefono svincolato dall’abbonamento. Ma la vera battaglia dovrebbe essere combattuta sull’abbonamento stesso, che immagino sceglieranno in molti, anche solo per rateizzare il pagamento del dispositivo.

I due concorrenti, a mio parere, non possono permettersi di non accordarsi.

Uscire sul mercato prima dell’altro con una data tariffa significherebbe automaticamente concedere un vantaggio al concorrente, che potrebbe fare una proposta identica ma ad un prezzo inferiore. Ma non sarebbe un po’ “sporco” uscire contemporaneamente sul mercato con tariffe identiche? Si. Sarebbe sporco.

E allora se la giocheranno sulla diversificazione della proposta, con la Vodafone che si specializzerà sugli SMS gratis e sul servizio gratuito che permetterà di pubblicare su un sito personale tutte le foto scattate dall’iPhone, rivolgendosi ad una fascia di mercato dai 16 ai 30 anni, mentre Tim penserà ad un mercato business, proponendo un piano dati vantaggioso e la consultazione gratuita della posta elettronica. (O viceversa, ovviamente)

E così, spartendosi il mercato, torneranno ad essere gli amiconi di sempre, senza competere realmente, a tutto vantaggio del proprio portafoglio.

Questo scenario, sinceramente un po’ triste, che sono andato dipingendo, è unicamente una mia supposizione, basata su nessuna informazione di cui io possa essere venuto a conoscenza tramite chissà quale via traversa, ma solo sul mio vecchio, caro compagno cinismo.

La mia nonna me lo dice sempre che a pensare male, a volte…