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Archivio per la categoria ‘Vita vissuta’

Poi uno dice il karma

5 settembre 2009 Simone Nessun commento

karmaDopo il post relativo a Telecom, stavo per scrivere un altro post piuttosto polemico su H3G, che ha lasciato per tutta l’estate i 3Store senza iPhone e senza informazioni sulle date di consegna. Stavo per scrivere che ho ordinato il telefono da ormai due mesi, e che ho ormai maturato un rapporto di amicizia con la simpatica ragazza del mio 3Store, che vado a visitare ormai giornalmente a caccia di buone notizie che lei, impotente, non può darmi.

Stavo insomma per versare un pochino di bile su questo spazio, per evitare che tracimi dal mio corpo, quando mi chiama la ragazza dello store 3 e mi dice che il telefono è in consegna per mercoledì.

Poi uno dice il karma.

Digital Divide

5 settembre 2009 Simone Nessun commento

Digital divideA sei mesi dall’inizio di questa storia, credo di poter dire di avere avuto una pazienza non comune. Passati 180 giorni, una decina di inutili appuntamenti con i tecnici di Icot s.r.l. di Forlì, dopo avere speso 32 ore di permessi per seguire lavori che –le rare volte in cui vengono iniziati- non son mai finiti, dopo ore di telefonate, un paio raccomandate e tanti fax di protesta, posso dire di avere un limite di sopportazione piuttosto alto.

Adesso vorrei condividere con “i miei venticinque lettori” uno stralcio della raccomandata (link a fondo post) inviata a Telecom Italia come protesta formale.

A cinque mesi dalla prima richiesta di attivazione di una linea ADSL, in un comune capillarmente coperto dal servizio e per un palazzo di recentissima costruzione composto di sei unità abitative, situato in posizione adiacente al box Telecom e per il quale, oltretutto, da due anni esiste una pratica pendente di sostituzione di un’infrastruttura provvisoria, mi ritrovo nella situazione di avere perso 32 ore lavorative suddivise tra 8 giornate, durante 3 delle quali non si è presentato alcun tecnico, nonostante la vostra conferma, e con la prospettiva di dovere attendere un altro mese nella speranza che, il 21 settembre, sia finalmente concluso il lavoro, ed io possa iniziare ad usufruire del vostro servizio.

I mesi, nel frattempo, son diventati sei. Ed io continuo a parlare con i tecnici di Icot che danno la colpa a Telecom, e con gli operatori di Telecom che sostengono la colpevolezza di Icot. Ed a visitare casa dei miei genitori per riuscire a strappare qualche quarto d’ora di connettività.

La lettera di reclamo

Cronaca nera 2.0

4 settembre 2009 Simone Nessun commento

Ieri sera, poco dopo le 21, ricevo una chiamata da una persona che si presenta, con tanto di nome e cognome, come giornalista di una nota testata locale. Il tizio in questione, dopo avermi rinfrescato la memoria

“Ricordi, ci siamo già visti al $posto_dove_lavori, per $attività_che_svolgo_realmente”

da "Il Resto del Carlino" online

mi ha domandato se per caso conoscessi lo sventurato ragazzo scomparso in un incidente ieri 3 settembre, puntualizzando che, visto che abitava a pochi passi da casa mia, a Forlimpopoli, avrei sicuramente dovuto conoscerlo. Ad una mia risposta negativa, si è pacificamente arreso riprendendo il giro di telefonate.

Io, che ho la memoria di un bonsai, non ho trovato particolarmente strano il fatto di non ricordare l’identità di questo individuo, convintissimo a parole di conoscermi (citando oltretutto dove abito e che lavoro faccio). Ma, per quanto mi sforzassi, non riuscivo assolutamente a farmi saltare in mente qualcuno che, conosciuto sul posto di lavoro abbastanza bene da rivelare dove abito, facesse il giornalista. Tra l’altro, non abito nemmeno più all’indirizzo che mi aveva citato (con tanto di numero civico).

Vuoi vedere che…

Spulciando i log di questo blog, mi trovo una visita al mio curriculum vitae risalente a pochi minuti prima rispetto alla chiamata. Sono stato “vittima” di un attacco di “social engineering”?

La persona in questione potrebbe avere ricercato, con una semplice query su Google, l’indirizzo dello sventurato protagonista dell’episodio di cronaca, corredato da qualche keyword come “cellulare” o “curriculum”, alla ricerca di potenziali amici/conoscenti, ed ecco il mio CV, con tanto di numero di telefono.

Disclaimer: non sono certo del collegamento tra visualizzazione del CV e giornalista in questione, nè tanto meno -merito della mia proverbiale memoria-, di non conoscere davvero tale individuo, che comunque è stato molto gentile e per nulla insistente. Non esiste inoltre alcuna questione privacy: il mio curriculum è stato volontariamente pubblicato, in forma completa, sul web. La mia privacy è stata venduta senza troppi rimorsi al miglior offerente, -Google-, una  decina di anni fa.

I pancabbestia di Forlì

2 settembre 2009 Simone Nessun commento

Quando il tempo e la temperatura lo permettono, mi piace andare a mangiare nella piazzetta del Municipio di Forlì, volgarmente nota come “dai, lì dove c’è l’Abbey”: ci sono i tavoli, ci sono gli ippocastani, e solitamente l’afa, in quel posto lì, si dimentica di colpire.

Anche i pancabbestia di Forlì, specie alloctona importata dal ridente sud della nostra penisola, hanno scoperto questo piccolo angolo di pace, e l’hanno prontamente colonizzato, insieme ai loro simpatici amici a quattro zampe. Tra i discorsi divertenti che si possono intercettare, usciti dalla bocca di queste bizzarre creature, uno in particolare mi ha fatto riflettere.

“I punk-bestia di Bologna sono delle meeerde!” -proprio con 3 e-

“Essì son dei fighetti del cazzo, mica come noi, che stiamo qui in strada e facciamo schifo e puzziamo come delle meeerde.”

“Si, si, i pancabbestia di Bologna son delle fighe, noi siamo i mejo”

Ecco, il “ce-l’ho-lunghismo” al contrario, mi fa pensare.

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Morosità

2 settembre 2009 Simone Nessun commento

Ogni due settimane circa mi squilla il telefono, con una chiamata proveniente da una ditta del Trevigiano, che tenta di inviare un fax al mio numero di telefono. Diligentemente, ogni due settimane circa, raccolgo la telefonata e la giro al 19, che è il numero interno del fax vero e proprio, nonostante sappia perfettamente che il fax non è in realtà destinato a me o alla ditta per la quale lavoro, bensì ad una ditta che chiameremo ditta. I trevigiani, dunque, ogni due settimane circa, inviano un fax alla ditta, contenente fattura, per un’entità di 300/400 euro ogni volta, da mesi.

Oggi, anzichè il fidato, unico fax bisettimanale, ne arrivano due. E allora mi avvento rapace a leggere cos’avranno mai da dire di diverso dal solito, questa volta. Il primo era la solita, rassicurante fattura per 300/400 euro. Il secondo invece era una lettera a segnalare la morosità di 8000 e rotti euro, che dice qualcosa come “e non dite che non lo sapevate, che vi abbiamo mandato i fax ogni 2 settimane”.

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Hello world!

24 agosto 2009 Simone Nessun commento

Ruffilli cambia casa. Perdonate il disordine, speriamo sia temporaneo.

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L'anima delle cose /2

30 ottobre 2008 Simone 5 commenti

Viene il momento in cui, coincidenze secondo qualcuno, karma secondo altri, sfiga dico io, non si può più rimandare una decisione.
Ma facciamo qualche passo indietro.
Il mio e65, morto una prima volta e poi resuscitato da un centro Nokia, godeva da poche settimane di una vita “Always On”, grazie al passaggio tariffario a Zero7 Top di 3. Web ovunque, google maps, email, pubblicazione immediata delle foto su Picasaweb. Una piccola finestra sul mondo sempre aperta. Ma i discorsi, sempre più ricorrenti, di chi mi circonda, vertevano proprio sul cambio di telefono cellulare, tra chi brama l’iPhone, chi uno dei nuovi nokia serie E, chi un samsung i900, e chi, più saggiamente, decide di rimandare l’acquisto nell’attesa di Android.

Partito quest’ultimo di cui mi sono sempre vantato di fare parte.

Ma come qualche mese fa era successo, anche questa volta il mio smartphone aveva sentito un “disturbo nella forza”, cattivi presentimenti che presagivano una più o meno imminente sostituzione. E come qualche mese fa aveva deciso di fare, ha preferito una clamorosa uscita di scena ad una indegna pensione in un polveroso scaffale.In quel di Fognano di Brisighella, nel cortile di Pinè (personaggio mitologico sul quale si potrebbero scrivere fiumi di post), decide di non centrare la tasca e finire, in silenzio, a terra, in un cortile buio e umido. La missione di recupero, che merita e godrà di un post a parte, mi restituisce la salma, straziata, di quello che è stato il mio telefono preferito di sempre, morto con onore sotto le ruote di un trattore.

Non fiori ma opere di bene.

E, ora, la decisione. Cosa compro?

Determinismo

3 ottobre 2008 Simone Nessun commento

«Dobbiamo dunque considerare lo stato presente dell’universo come effetto del suo stato anteriore e come causa del suo stato futuro. Un’intelligenza che, per un dato istante, conoscesse tutte le forza da cui la natura è animata e la situazione rispettiva degli esseri che la compongono, se fosse abbastanza vasta da sottoporre questi dati ad analisi abbraccerebbe nella stessa formula i moti dei corpi più grandi dell’ universo e quelli dell’atomo più leggero: per essa non ci sarebbe nulla d’incerto, ed il futuro come il passato sarebbe presente ai suoi occhi » (Laplace)

Anni di università e lavoro, di programmazione, networking e sistemistica, non hanno fatto altro che solidificare in me una convinzione che ho sempre avuto: quanto accade in un dispositivo elettronico, ed in un PC in particolare, quando viene utilizzato, è solo apparentemente deterministico. Quanto è successo ieri è solo una ulteriore prova.

Un amico aggiorna il PC e si ritrova (mi ritrovo a casa sua) a doverlo formattare. La macchina sulla carta è valida: Intel CD2 2.53, 4GB di Ram e quant’altro. Dopo una lenta installazione di windows e il canonico “giro di driver”, il verdetto:

Io: “amico mio, questo computer è lento”
Lui: “!$£#@”

Fast forward a 4 ore, una formattazione, un aggiornamento BIOS e tante lacrime dopo: capita che gli hard disk SATA, in particolare Maxtor, non facciano amicizia al primo colpo con alcuni chipset montati su alcune schede madri, in particolare Asus. Il tutto si manifesta con una velocità di scrittura imbarazzante (3MB/sec) ed una generale lentezza del sistema. La soluzione? Collegare l’HDD ad una porta SATA differente.

Laplace chi?

Oops.

5 settembre 2008 Simone Nessun commento

Non importa se sono le 6:30 e siete stanchi.

Brucia.

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Chiuso per rafting

8 agosto 2008 Simone Nessun commento

Alla prossima settimana!

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