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Posts Tagged ‘google’

Android Tablet: esplorazioni preliminari

2 febbraio 2010 Simone 1 commento

gPad?

Come voleva la mia (facile) previsione, Google ha mosso le sue pedine.

Sul sito di ChromiumOS è comparsa una pagina contenente qualche concept screen di quella che potrebbe essere la risposta di Google ad iPad, presentato da Apple appena una settimana fa.

Nulla di nuovo, e soprattutto nulla di concreto. Solamente un messaggio, lanciato in sordina, per ricordare a tutti che sul campo da gioco dei tablet ci saranno almeno due squadre.

Chromium OS tablet concept, su Youtube.

Cronaca nera 2.0

4 settembre 2009 Simone Nessun commento

Ieri sera, poco dopo le 21, ricevo una chiamata da una persona che si presenta, con tanto di nome e cognome, come giornalista di una nota testata locale. Il tizio in questione, dopo avermi rinfrescato la memoria

“Ricordi, ci siamo già visti al $posto_dove_lavori, per $attività_che_svolgo_realmente”

da "Il Resto del Carlino" online

mi ha domandato se per caso conoscessi lo sventurato ragazzo scomparso in un incidente ieri 3 settembre, puntualizzando che, visto che abitava a pochi passi da casa mia, a Forlimpopoli, avrei sicuramente dovuto conoscerlo. Ad una mia risposta negativa, si è pacificamente arreso riprendendo il giro di telefonate.

Io, che ho la memoria di un bonsai, non ho trovato particolarmente strano il fatto di non ricordare l’identità di questo individuo, convintissimo a parole di conoscermi (citando oltretutto dove abito e che lavoro faccio). Ma, per quanto mi sforzassi, non riuscivo assolutamente a farmi saltare in mente qualcuno che, conosciuto sul posto di lavoro abbastanza bene da rivelare dove abito, facesse il giornalista. Tra l’altro, non abito nemmeno più all’indirizzo che mi aveva citato (con tanto di numero civico).

Vuoi vedere che…

Spulciando i log di questo blog, mi trovo una visita al mio curriculum vitae risalente a pochi minuti prima rispetto alla chiamata. Sono stato “vittima” di un attacco di “social engineering”?

La persona in questione potrebbe avere ricercato, con una semplice query su Google, l’indirizzo dello sventurato protagonista dell’episodio di cronaca, corredato da qualche keyword come “cellulare” o “curriculum”, alla ricerca di potenziali amici/conoscenti, ed ecco il mio CV, con tanto di numero di telefono.

Disclaimer: non sono certo del collegamento tra visualizzazione del CV e giornalista in questione, nè tanto meno -merito della mia proverbiale memoria-, di non conoscere davvero tale individuo, che comunque è stato molto gentile e per nulla insistente. Non esiste inoltre alcuna questione privacy: il mio curriculum è stato volontariamente pubblicato, in forma completa, sul web. La mia privacy è stata venduta senza troppi rimorsi al miglior offerente, -Google-, una  decina di anni fa.

Chrome Acid3 test

3 settembre 2008 Simone 1 commento

 

Chrome

Chrome

Safari

Safari


Onestamente mi aspettavo qualcosina di più da Webkit…

Google Chrome

2 settembre 2008 Simone 7 commenti

Onestamente, te lo aspettavi?

Io no. Sul serio. O meglio, era prevedibile che Google, presto o tardi, se ne venisse fuori con una versione brandizzata di Firefox, con qualsiasi GCosa installata.

Ma questo no. Uscirsene con un browser basato su Webkit (che, Safari insegna, è schifosamente veloce) dopo i tanti soldi regalati alla Mozilla Foundation perchè facesse concorrenza ad Internet Explorer, no, non me l’aspettavo.

E continuano a ronzarmi per la testa i soliti pensieri (Monopolio! Google sta diventando cattiva! E la nostra privacy? Oddio ho messo tutti i miei dati nelle mani di una azienda privata! Come faccio a fidarmi?), ma sono certo che una chance, a Chrome, gliela darò. E quando fornirà strumenti utili agli sviluppatori, qualcosa di simile a Firebug o a Dragonfly, supportando magari script a-la-greasemonkey, potrebbe anche diventare titolare. Intendiamoci, non hanno inventato niente di nuovo (V8 a parte, il nuovo “velocissimo” motore javascript): la separazione “un processo per tab” l’ha portata IE8, come la navigazione privata, che, in senso più ampio, è stata introdotta internetsecoli fa (da Safari?).

La concorrenza, è Cosa Buona, ma io non me l’aspettavo mica. E, come diceva saggiamente un mio vecchio compagno di merende, il pubblico che potenzialmente potrebbe abbracciare più facilmente il nuovo nato di casa Google non è quello di Internet Explorer, ma quello più volubile di Firefox, Opera, Flock, Safari, Nautilus…

A meno che Google non abbia in cantiere la Killer Application del Web. Che gira solo su V8 (che comunque è opensource!). E si integra perfettamente con Chrome. E che se ci vai con IE beh, ti dice che “non puoi mica visitare questo sito col tuo browser, ma puoi provare Chrome, la prima dose è gratis”.

Do no evil.

Io (scemo?) ci credo ancora.

Update: link per il download

Aggregare caselle pop3 multiple via GMail

18 agosto 2008 Simone 2 commenti

Io non lo sapevo mica.

E’ possibile aggregare indirizzi email multipli (a patto che supportino il download dei messaggi via POP3) mediante la funzione Mail Fetcher di GMail, che si occupa di scaricare la posta delle vostre caselle email sul vostro account di Google.

Una scusa in meno per non usare GMail.

http://mail.google.com/support/bin/answer.py?hl=it&ctx=mail&answer=21288

Nofollow? I follow.

20 giugno 2008 Simone 6 commenti

In seguito ad una interessante quanto istruttiva lettura serale wikipediana sul nofollow, ho deciso di rimuovere il settaggio automatico di tale attributo dai miei link.

Un riassunto per i meno anglofoni tra voi: il l’attributo nofollow, impostato per un link, indica ad un motore di ricerca, nel corso dell’analisi di un sito web, di non seguire tale link, tagliando di fatto ogni collegamento tra il sito originario e quello linkato dal punto di vista di un search engine.

In verità il meccanismo è leggermente diverso: solitamente i motori di ricerca seguono in ogni caso il link, nofollow o meno, al fine di scoprire nuove pagine web, limitandosi a non costruire un arco tra i due nodi, così da non influenzare il pagerank dei due capi del link. Il nobile scopo, nelle intenzioni di Google che ha creato questo meccanismo nel 2005, era quello di ridurre lo spam nei commenti dei blog, che stavano diventando vere e proprie linkfarm. Ma da quando esiste akismet, di spam sui blog non se ne parla. Ma quindi, perchè continuare a usare il nofollow (che viene inserito automaticamente dalla stragrande maggioranza dei CMS e delle piattaforme di blogging, compreso il qui presente Wordpress)?

A me sembra cattiveria pura.

Se qualcuno, scrivendo un commento interessante ad un mio post, vuole fare “pubblicità” al proprio blog, o sito che sia, ben venga. Non è forse questo lo spirito della rete? Delle connessioni tra persone? Delle relazioni semantiche tra contenuti?

Unendomi solidarmente a chi l’ha già fatto, ho installato un plugin per la rimozione del nofollow da tutti i link.

I follow.

… e le italiane?

18 ottobre 2007 Simone Nessun commento

L’Italia cerca il viagra su Google.
Sarebbe interessante osservare se sono gli uomini ad avere problemi di potenza sessuale, o le loro donne a volerne di più…

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